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Come scegliere la bici da corsa

COME SCEGLIERE LA BICI DA CORSA ?

Analizziamo diversi fattori e tutti i componenti di una bicicletta per scegliere la bici che meglio si adatta alle nostre esigenze e caratteristiche.

1- Novità?
2- Misura del telaio
3- Bici nuova o usata?
4- Marca, Materiale e paese di fabbricazione
5- Cambio
6- Ruote
7- Accessori
Riepilogo

1- LE NOVITA’

Negli anni ho visto tante novità e tante persone parlarne e sembrarne entusiaste
io ho sempre avuto questa teoria, che per ora si è rivelata giusta: se non lo usano i professionisti non funziona.

Un esempio:
Il cambio elettronico: mi ricordo che se ne parlò diverso tempo fa ed è ritornato nuovamente in auge da un paio d’anni, ma i professionisti non lo adottarono né la prima volta né la seconda… E infatti non ha preso piede.

Cambio elettronico bici da corsa

Cosa simile per i freni a disco; i professionisti iniziarono la sperimentazione nel 2016 ma fu sospesa a causa di un incidente: un corridore spagnolo (Francisco Ventoso) si tagliò prendendo contro al disco del freno stesso in occasione della Parigi-Roubaix del 2016.

Qui l’articolo della gazzetta dello sport sul caso:
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/14-04-2016/freni-disco-stop-sperimentazione-uci-tiedemann-hansen-150232117317.shtml

Nel 2017 è ricominciata la sperimentazione, l’UCI ha voluto che non ci fossero angoli vivi ma solo angoli smussati protetti da dei carter; se vuoi approfondire clicca per leggere l’articolo completo della Gazzetta:
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/19-10-2016/freni-disco-gare-strada-sperimentazione-2017-colnago-avvenire-170502050203.shtml

A livello amatoriale si possono usare, amici che li hanno dicono che funzionano molto bene e se anche un “classicista” come Ernesto Colnago li definisce l’avvenire sicuramente lo sono, ma il l’incidente capitato al corridore Spagnolo mi sembra una buona motivazione per rinviare il passaggio a questa tecnologia al giorno in cui i professionisti smetteranno la sperimentazione ed inizieranno l’utilizzo normale.

Freni a disco bici da corsa

2- MISURA DEL TELAIO

Telaio bici da corsa

Indispensabile prendere il telaio della misura, ovvero della “taglia”, come si dice in gergo, giusta..

Le grandi marche hanno semplificato le taglie, soprattutto per i modelli di fascia più bassa, che vanno dalla 42 alla 60 circa, con un salto di due in due.

Ci sono le misure classiche o le misure Sloping; negli ultimi anni hanno preso molto piede queste ultime, con il tubo orizzontale obliquo ispirato dalle Mountain Bike, questa configurazione porta ad avere telai più rigidi e più per performanti soprattutto negli scatti.

Prendere la bici troppo piccola o troppo grande può portare ad avere anche conseguenze a livello fisico e di salute, come dolori alla schiena e alle ginocchia, soprattutto se si usa la bici con una certa costanza; inoltre, ovviamente, si avranno difficoltà nell’utilizzo del mezzo stesso.

Per calcolare la taglia occorre innanzitutto misurare il proprio cavallo. Il cavallo è la distanza tra l’osso ischiatico del bacino e il pavimento.

Misurato il cavallo si può facilmente risalire alla misura della bici con questa formula:

Misura Cavallo * 0.65 (0.58 per le MTB).

Misurazione cavallo bici da corsa

Sarà poi il vostro meccanico di fiducia a sistemarvi in bici regolando altezza e misura pipa del manubrio, altezza e posizione della sella e lunghezza delle pedivelle.
Se volete la perfezione assoluta vi consiglio di rivolgervi ad un biomeccanico 🙂 .

Grazie a LifinTravel.it per le formule; se volete approfondire:
https://www.lifeintravel.it/taglia-e-misura-del-telaio-della-bici-da-corsa.html
https://www.lifeintravel.it/misure-del-telaio-bici-come-calcolare-quelle-giuste.html

3- BICI NUOVA O USATA?

Bici da corsa nuova o usata

Indubbiamente la bici nuova piace a tutti… ma ne vale veramente la pena?
Personalmente ritengo che ci sia un ottimo mercato dell’usato, ovviamente bisogna saper cosa scegliere, ed occorre anche valutare da quanto tempo si pratica questo sport. Mi spiego: se pratichi ciclismo da diversi anni, allora puoi valutare sia nuovo che usato, se invece sei alle prime armi per me è sicuramente meglio l’usato.

Se paragoniamo una bici usata da 1.000€ ad una bici nuova entry level da 1.000€, la prima quasi certamente è migliore in quanto è stata comprata la prima volta spendendone almeno 2000€.
Inoltre, a livello economico, se non si dovesse continuare con questo sport, la bici usata ha già avuto la sua svalutazione e non si perdono molti euro se la si rivende nel giro di un anno o due; viceversa la bici nuova si svaluta tantissimo.

Ho trovato un articolo di bikeitalia.it che parla di “Cosa controllare prima di comprare una bici usata” e nella parte iniziale dice:


“Un ottimo modo per acquistare una bici di qualità senza incidere troppo sul budget personale o familiare è quello di rivolgersi al mercato dell’usato. Per questo abbiamo pensato di pubblicare una guida che possa aiutarvi a concludere ottimi affari ed evitare le classiche “sole” o, peggio, a ritrovarvi tra la mani una bici rubata.

L’usato è vantaggioso?

La mia personale risposta è sì.
Infatti se si ha la pazienza di cercare e valutare, si possono fare ottimi affari nella massima correttezza e trasparenza.
Molto spesso le persone acquistano biciclette d’impulso, senza prima chiedersi se siano adatte a loro.
Il risultato è sempre lo stesso: dopo poche uscite capiscono che la bicicletta non fa per sé e finisce sui siti di compravendita dell’usato.
A prezzi davvero vantaggiosi si possono trovare biciclette top di gamma con pochi chilometri pedalati.
Oppure ci sono i veri e propri maniaci, che usano la bici per una sola stagione e l’anno seguente la cambiano con la nuova edizione, mettendo in vendita la precedente.
Si tratta solitamente di agonisti che macinano molti chilometri ma alla fine si riesce ad acquistare una bici dell’anno precedente a un prezzo decisamente più basso di quella dell’anno in corso ed è una soluzione perfetta se non siete così attenti a questo tipo di cose.”

Come vedete non sono l’unico a ritenere l’usato un ottimo mercato; riporto l’intera guida, che potete consultare a questo link: http://www.bikeitalia.it/bici-usata-cosa-controllare-consigli-per-lacquisto/

4- MARCA, MATERIALE E PAESE DI FABBRICAZIONE

Dove viene prodotta la bici da corsa

Siamo Italiani e notoriamente siamo grandi produttori di bicicletteMa è veramente così? O meglio, è veramente ancora così?
Dipende… se si parla delle bici più commerciali purtroppo no, o non del tutto.
Se invece parliamo di specialissime, ma veramente specialissime in acciaio, ecco allora che torniamo protagonisti.
Immagino che molti di voi abbiamo detto: “Acciaio?!? Fanno ancora bici in acciaio?
Assolutamente SI! E sono anche molto leggere, rigide e performanti, oltre che spesso Made in Italy, in quanto un grande produttore di tubi in acciaio per bici da corsa è la Columbus ( link al sito in italiano: http://www.columbustubi.com/ita/1.htm)
Ovviamente dobbiamo essere improntati ad una bici “particolare”.

Parlando invece del Carbonio, che è il materiale che va per la maggiore e la cui lavorazione è molto costosa, molte produzioni sono state delocalizzate (NOTA: Se cerchiamo una bici usata sicuramente sarà di questo materiale).
E’ stato difficile reperire in rete una tabella di dove vengono prodotti i telai, ma da quello che ho letto ci sono alcuni paesi che la fanno da protagonisti:
Italia, Taiwan, Vietnam, Cina, Francia e Tunisia.

Attenzione: Io sono fortemente per il Made in Italy ma a volte il paese non vuol dire “scarsità” della lavorazione.
Taiwan, dove viene prodotta la maggior parte dei telai, non é Cina, la qualità è buona, costa solamente meno la manodopera.

Discorso diverso per la Cina: ritengo personalmente siano dei produttori di quantità e non di qualità.
Con molta fatica alcuni documenti li ho reperiti, l’A.S.D. UNIONE SPORTIVA VICARELLO 1919 ha tradotto in Italiano un articolo e una ricerca dell’Union Sportive Rehonnaise Cyclotourisme (Francia).
Vi riporto i dati così come sono, li ho contattati e mi hanno detto che sono veritieri, ma ovviamente non sono facilmente verificabili.

Riporto la prima parte e di seguito i link per vedere il PDF in Italiano con l’elenco dei produttori con relativo paese di produzione nonché il link all’articolo originale in Francese.

Advanced Internationnal Multitech, Fritz-Jou, Topkey, Martec, sono nomi che non dicono niente alla maggioranza degli appassionati di ciclismo, eppure in una di queste fabbriche cinesi o taiwanesi potrebbe essere stata fabbricata la vostra bicicletta, pagata cara, molto cara.
Più del 90% dei telai in carbonio presenti sul mercato sono realizzati da società che lavorano spesso per più marche.
Giant, che è la più conosciuta fra queste società perché produce anche per il proprio marchio, produce bici anche per le più grandi società americane (come Trek) o italiane (come Colnago).
La meno conosciuta Ten Tech Composite, per esempio, costruisce alcuni telai Cervelo e Scott. Per sfoggiare un adesivo che riporta il prestigioso titolo “made in “ (Francia, Italia o Spagna …) basta curare la verniciatura, porre degli adesivi e assemblare i pezzi nel paese di destinazione in modo sufficiente da raggiungere il 60% del valore aggiunto, calcolando che il prezzo di acquisto di un insieme di telai e forche al carbonio grezze provenienti dall’Asia è compreso fra i 200 e i 450 $ a seconda della gamma del prodotto.
I marchi europei o americani, che per la più parte conservano i loro centri di ricerca e sviluppo nel loro paese, solo raramente comunicano la vera origine dei loro prodotti.
Nella scheda che segue troverete dove i più conosciuti fra i costruttori di biciclette fanno effettivamente fabbricare i loro telai e anche qualche altro equipaggiamento.
Queste informazioni che riflettono la situazioni attuale vanno considerate in rapida trasformazione in considerazione dell’evoluzione strategica dei mercati.”

PDF in Italiano: *
http://www.usv1919.it/file/dovesonocostruitelenostrebiciclette-scheda.pdf *

Articolo originale: *
http://usrehoncyclo.wifeo.com/ou-est-fabrique-votre-velo.php *

Certamente il carbonio è il materiale che va per la maggiore, però possiamo comunque analizzare gli altri materiali, prima di prendere una decisione.

Per capirne la differenza riporto questa piccola guida che ho trovato molto esaustiva del blog Elessar La vita sui Pedali, http://www.elessarbicycle.it/:

“Alcune leggende metropolitane, per quanto ci sforziamo di confutare, continuano imperterrite a mietere vittime.
La più longeva è quella sulla (presunta) superiorità di un materiale rispetto a un altro nella costruzione di un telaio di bicicletta.
Ci sono quelli che sostengono a spada tratta l’acciaio, quelli che considerano solo l’alluminio e quelli che il carbonio è il massimo. Tralascio il titanio, visti i pochi numeri in gioco.
Hanno ragione, ma per i motivi sbagliati, tutti quanti.
Perché la differenza non la fanno i materiali, bensì le geometrie.
Il materiale usato incide, è vero, ma non in modo tale da fare la differenza su strada, nel comportamento della bici.

Come questo telaio, indipendentemente dal materiale usato, si comporterà su strada, ossia quella che ho semplificato definendola rigidità dinamica, lo stabiliranno le geometrie.
Possiamo quindi avere su strada una bici in acciaio molto più rigida (rigidità dinamica) di una alluminio o carbonio e viceversa.“

Articolo originale:
http://www.elessarbicycle.it/acciaio-vs-alluminio-vs-carbonio/

Ho trovato un video molto bello e semplice che parla dei telai della bici da corsa pubblicato da “Cascina Quadri in Bici

5- IL CAMBIO

Il cambio della bici da corsa

Il cambio è un aspetto fondamentale della bicicletta: sbagliare la scelta di questo componente può rivelarsi un disastro.

Anche in questo caso occorre valutare il grado di frequenza con cui lo utilizziamo. Ad esempio se cambiamo prima di entrare in ogni curva e poi ricambiamo all’uscita della stessa, se al primo cambio di ritmo cambiamo subito rapporto, allora occorre sicuramente un cambio di fascia alta; se invece cambiamo raramente possiamo decidere di usare un cambio di fascia medio/bassa.

Ricordo anni fà, quando correvo nelle categorie giovanili, un mio compagno di squadra iniziò la stagione con una bici nuova equipaggiata con lo Shimano 105 (fascia medio bassa), ma a fine stagione fu costretto a cambiarlo in quanto lo aveva consumato.

Un cambio di fascia bassa è rumoroso e poco preciso, aspetto da considerare anche se non lo si usa molto.

I grandi produttori sono tre : Campagnolo, Shimano e Sram

Personalmente ho usato sia Campagnolo che Shimano, sono legato da anni al Dura Ace (TOP di gamma Shimano), mi sempre trovato bene, lo ritengo preciso ed affidabile, e ho deciso quindi di continuare ad usarlo. Anche Campagnolo funziona molto bene. Purtroppo non ho mai avuto possibilità di usare Sram, alcuni miei amici ciclisti ne sono talmente entusiasti da definendolo addirittura il migliore.

Cercando sul web ho trovato un bell’articolo dal titolo: “Amore di gruppo: Campagnolo, Shimano e SRAM del sito RED Ride Drive Live, sulle tre case e la storia dei lori prodotti; ecco la parte iniziale:

Campagnolo Super Record senza nemmeno pensarci un attimo: la scelta dei più feticisti, di coloro che vedono nel marchio italiano il simbolo del ciclismo. Nel 1959 nasce il primo “gruppo”, un concetto fino ad allora sconosciuto.
Dura-Ace è il preferito da chi vede in Shimano il top in fatto di prestazioni, affidabilità e modularità. Quest’ultima è un aspetto molto importante per chi ama allestire il gruppo giocando con guarnitura, ruota libera e cambio di marchi differenti.
A pensare a SRAM sono i più attenti alle innovazioni, coloro che non amano troppo conformarsi, che credono nell’idraulica e dunque si affidano ai contenuti tecnologici e al look distintivo del Red 22.
Per gli ossessionati dal peso il discorso è differente, perché l’idea del gruppo completo con i classici sette componenti (guarnitura, deragliatore, cambio, cassetta, catena, freni e comandi), non fa parte del loro modo di pensare: il gruppo ideale è quello che mette insieme quanto di più esoterico e leggero si possa trovare sul mercato, soprattutto online. Ma questa è un’altra storia, molto interessante, che merita di essere raccontata da sola”

Articolo originale:
http://red-live.it/bici/amore-di-gruppo-campagnolo-shimano-e-sram/

Sempre nel PDF redatto dall’A.S.D. UNIONE SPORTIVA VICARELLO 1919 trovate dove producono i loro prodotti Shimano, Campagnolo e Sram:
http://www.usv1919.it/file/dovesonocostruitelenostrebiciclette-scheda.pdf *

Altro aspetto molto importante legato al cambio sono le guarniture e il pacco pignoni posteriore.

Le bici da corsa sono normalmente dotate di 2 corone anteriori e 10/11 rapporti nella cassetta pignoni posteriore, che i produttori chiamano velocità.

Le bici da Trekking, le MTB ed alcuni modelli di bici da corsa propongono invece 3 corone anteriori.

In realtà anche le MTB di ultima generazione propongono le due corone anteriori, avendo 11 velocità al posteriore vengono comunque offerte tante combinazioni di rapporti, dai più agili ai più duri.

Se voleste approfondire come funziona il cambio ho trovato questo video molto interessante su youtube postato dalla FIAB ( Federazione Italiana Amici della Bicicletta ONLUS – http://www.fiab-onlus.it/bici/ ) dove ne viene spiegato in maniera esaustiva il funzionamento.

Ora nella scelta del cambio, dopo aver deciso produttore e modello, occorre sicuramente fare attenzione nella scelta dei rapporti, scelta molto, molto importante.

Come dicevo le MTB e le bici da Trekking proponevano le triple per offrire maggiore agilità, dovendo affrontare tratti in fuoristrada molto ripidi e coniugare tratti in pianura dove un rapporto più duro è comunque utile.

Ma parliamo di alcuni anni fa, quando al posteriore era possibile montare massimo 8 rapporti; ora con l’evoluzione dei materiali siamo arrivati a 11 velocità posteriori, offrendo una maggiore gamma di opzioni anche con solo le due corone.

Quindi più che la tripla per la bici da corsa, suggerisco di optare per classica “doppia” ma di scegliere rapporti più leggeri dei classici 53×39 o 52×39; secondo me l’ideale é il 50×34… Parola di uno che ha scelto il 53×39 e se ne è pentito :-).

Rapporti troppo duri alla fine non servono neanche in pianura, pedalare un pelo più agile ci aiuta a sentire meno la fatica, inoltre se si va a guardare lo sviluppo metrico del 53×12 è di 9,24 metri, mentre per il 50×12 è di 8,72 metri, una differenza molto esigua, quindi, a fronte della possibilità di avere rapporti più “leggeri”, vista anche la tendenza di molti cicloamatori di pedalare con rapporti durissimi.

Da non sottovalutare anche lo stato di forma: se andiamo in bici spesso si possono usare rapporti più duri, ma se capita l’anno che si ha poco tempo ecco che i rapporti più leggeri possono aiutare su tutti i tipi di terreni.

Ricordo che i professionisti cambiano i rapporti praticamente per ogni gara che affrontano, hanno dei meccanici al loro servizio con delle officine mobili super accessoriate… Noi no, quindi conviene optare per una soluzione che offra la maggior scelta possibile, adatta ad ogni situazione di percorso e stato di forma.

6- LE RUOTE

Le ruote delle bici da corsa

Negli ultimi anni sono usciti tanti modelli di ruote: profilo alto, profilo medio, profilo basso, in carbonio, in alluminio, con copertoncini o con i tubolari.

Partiamo dal tipo del tipo di copertura: il copertoncino e i tubolari o tubless.

I copertoncini sono dotati di un copertura esterna e una camera d’aria interna, costano meno e sono più pesanti dei tubolari, sono molto più comodi da sostituire in caso di foratura.

I tubless non hanno un camera d’aria sostituibile e sono incollati al cerchio della ruota, quindi vanno completamente smontati e re incollati in caso di foratura con rottura, rendendone più complessa la sostituzione. Esistono delle bombolette per la riparazione “temporanea”, ma il tubolare deve essere integro e senza strappi.

Negli ultimi anni si diceva che i tubless erano più scorrevoli, ma ho notato che i professionisti nelle cronometro usano i copertoncini e uno studio del famoso produttore Michelin asserisce che la maggiore performance è proprio dei copertoncini. Se volete approfondire l’argomento ecco l’articolo completo: https://www.cyclinside.it/web/scorrevolezza-i-copertoncini-sono-meglio-dei-tubolari-sentite-michelin/

Due video di Youtube dove si vede come si effettua la sostituzione di un copertoncino e la sostituzione di un tubless (non ho trovato un video carino in italiano inerente alla sostituzione dei tubless 🙂 ).

Le caratteristiche tecniche della ruota

Negli ultimi anni hanno preso sempre più piede le ruote ad alto profilo. Ne esistono di due tipi, con il cerchio in carbonio o con il cerchio in alluminio e la copertura in carbonio.

Queste ruote offrono vantaggi quando si superano e si mantiene una velocità superiore ai 40 km orari, mentre risultano più “dure” da spingere a velocità più lente e nel “rilanciare” la bici quando si effettuano notevoli cambi di ritmo.
Le ruote ad alto profilo hanno alcuni svantaggi: Necessitano di apposite pastiglie dei freni (problema che sarà superato quando tutti useranno i freni a disco 🙂 ) che tendono a frenare poco sotto la pioggia e ambedue i modelli “soffrono” il vento, ovvero in presenza di forte vento laterale portano il ciclista a sbandare.

Le ruote “ibride”, con il cerchio in alluminio e il profilo in carbonio offrono soluzione al problema delle pastiglie dedicate.

Esistono ruote a basso profilo, in alluminio e/o in carbonio, super leggere e molto rigide, molto adatte ai percorsi ricchi di salite e/o corse dove si effettuano notevoli cambi di ritmo.

Non sono andate in pensione le ruote “classiche”, anzi ne esistono ancora diversi modelli, ovviamente sono state rivisitate e migliorate offrendo un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Altri modelli a medio profilo sono interessanti dal punto di vista della versatilità, rigide e leggere per scatti e salite ma con l’aerodinamica migliorata rispetto alle ruote classiche.

Ci sono poi ruote ad altissimo profilo, adatte soprattutto alle gare in pianura o/e cronometro e triathlon.

Esistono diversi produttori, per capire la varietà dei prodotti offerti si possono guardare i loro siti, due tra i maggiori e più famosi:

Fulcrum http://www.fulcrumwheels.com/it/ruote/ruote-da-corsa
Mavic https://shop.mavic.com/it-it/strada-e-triathlon/ruote.html

Un bell’articolo sulle ruote, dove si descrivono bene i singoli componenti, lo potete trovare su bikechannel a questo link: http://www.bikechannel.it/mostranews.php?idnews=252

7- GLI ACCESSORI

Accessori per la bici da corsa

Ultimo capitolo dedicato agli accessori: Manubrio, sella, pedali, portaborracce.
Anche in questo caso esistono miriadi di componenti, sia in carbonio che in alluminio.
Io non sono un fanatico del peso, e per pochi grammi di differenza ho scelto componenti in alluminio e sella normale, ma se si vuole risparmiare anche questi pochi grammi allora si è obbligati a scegliere il carbonio.
Un componente molto importante è la sella: uno dei problemi di chi pratica ciclismo è comprimere troppo il perineo, causando problemi alla prostata e dell’apparato genitale.

Un articolo dal titolo “Ciclismo, bicicletta e prostata” l’Urologo Andrologo Dott. Gian Luca Milan fondamentalmente dice:


“La zona perineale dovrebbe solo toccare la sella, sfiorarla, senza appoggiarsi con tutto il peso, dato che si trova più in profondità rispetto alle due tuberosità. Quindi, se tutto è corretto, la zona perineale non deve venire compressa.”

E ancora


“Inutile dire che, in questo caso, estetica e leggerezza devono subito essere messe da parte. La sella deve essere rigida, indeformabile, dura, e la sua forma e le sue dimensioni devono adattarsi alla conformazione personale.”

Articolo completo:
http://www.urologotorino.it/s2/stili-di-vita-dieta-sport-e-sessualita/70-ciclismo-bicicletta-e-prostata.html

COME SCEGLIERE LA BICI DA CORSA:
RIEPILOGANDO:

1- Novità?

Lasciate perdere le novità fino a quando non vengono adottate dai professionisti 🙂

2- Misura del telaio

Misurate il vostro cavallo, moltiplicatelo per 0.65 ( 0.58 per le Mountain Bike ), il valore che otterrete è la misura del vostro telaio.

3- Bici nuova o usata?

Usata ha sicuramente un vantaggio in termini di costi e di futura svalutazione, soprattutto se si è alle prime armi.
Paragonando una bici usata e una bici nuova che hanno lo stesso prezzo quasi sicuramente la bici usata è migliore.

4- Marca, Materiale e paese di fabbricazione

Esistono tanti produttori e tanti materiali, se volete una bici personalizzata al massimo andate da un artigiano e prendetela in acciaio 🙂 , altrimenti cercate la vostra marca preferita e prendetela in carbonio.
Se la volete Made in Italy informatevi bene, ricordo la tabella: http://www.usv1919.it/file/dovesonocostruitelenostrebiciclette-scheda.pdf *
Personalmente sconsiglio l’alluminio, flette troppo e trasmette troppe vibrazioni.

5- Cambio

Se non si fanno usi particolari, ad esempio gare amatoriali in pianura, meglio scegliere la guarnitura 50×34, offre maggiori possibilità di utilizzo sia in pianura che in salita, soprattutto se difficile.
Prendete un cambio di fascia medio alta, un cambio rumoroso e soprattutto poco preciso è un compagno di viaggio fastidioso.

6- Ruote

Personalmente preferisco le ruote con pasta frenante in alluminio, soprattutto se si affrontano percorsi con salite e discese. Consiglio anche il copertoncino. Ricordo che le ruote ad alto profilo offrono vantaggi per andature regolari sopra i 40 km orari, ma sono più difficili da lanciare, quindi se si cambia spesso ritmo (gare amatoriali in circuito fatte di scatti continui o tanta tanta salita) forse non sono la scelta migliore.

7- Accessori

A voi la scelta in questo caso, io non sono per la leggerezza assoluta e per il carbonio a tutti i costi, ma questa è la mia opinione personale, se volete il massimo che c’è a disposizione sul mercato prendete pure il carbonio 🙂
Attenzione solo alla scelta della sella, non deve comprimere il perineo!

Hai scelto la bici? scopri come proteggerla dai furti leggendo l’articolo: I migliori antifurti GPS per la vostra bicicletta

COME SCEGLIERE LA BICI DA CORSA:
ALCUNI VIDEO

Scegliere la bici

Materiale per il telaio

* Riporto solo i dati, ho contattato la Union Sportive Rehonnaise Cyclotourisme e mi hanno detto che sono veritieri ma è difficile verificarli. Prendeteli con le pinze!
Se avete qualche informazione in più scrivetemi nei commenti o tramite la pagina dei contatti!


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